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giovedì 4 giugno 2020

Step #20: un materiale tipico

Cercando un materiale tipico connesso al concetto di pulizia ho deciso di concentrarmi su un oggetto di uso quotidiano legato alla pulizia principalmente domestica, ovvero la spugna. Quest'ultima è utilizzata abitualmente in tutte le case per mantenere puliti fornelli, lavandini, mensole e in generale i vari mobilii domestici, oppure per pulire il corpo durante una doccia, ma alla domanda "in che materiale sono realizzate?" in molti faticano a rispondere, nonostante la loro grande diffusione.

Immagine di una comune spugna 


LA FIBRA DI CELLULOSA
Le moderne spugne in commercio sono solitamente composte da diversi strati realizzati con materiali differenti a seconda delle applicazioni per le quali esse vengono realizzate, ma molte hanno un comune denominatore che compone gran parte della struttura: la fibra di cellulosa.
Essa viene ricavata dalla carta di giornale riciclata, che viene sminuzzata e mischiata a sali di boro, diventando in questo modo ignifuga e antiparassitaria. Terminato il processo si ottengono delle sorte di fiocchi che una volta pressati vengono venduti ai produttori di spugne, i quali li conferiscono la tipica forma che tutti noi conosciamo.

Fibra di cellulosa "grezza"




Riferimenti bibliografici:

mercoledì 3 giugno 2020

I lavavetri acrobatici

Lo sapevate che...
I lavavetri moderni sono dei veri e propri stuntman! arrivano a toccare altezze di centinaia di metri per mantenere puliti anche le vetrate dei grattacieli più alti



Fotografia di un lavavetri ad alta quota


Riferimenti bibliografici:


martedì 2 giugno 2020

Step #19: la chimica dello sporco

Prima di iniziare un'azione di pulizia è indispensabile conoscere la natura chimica dello sporco che andiamo ad affrontare, solo così infatti potremo scegliere i prodotti o le azioni più adeguate per una corretta ed efficace pulizia. In particolare in questo post andremo a concentrarci su quelle categorie di sostanze che tutti i giorni sporcano le nostre case e sulle relativi azioni pulenti più adeguate, in quanto di maggiore interesse per la maggior parte degli individui che abitualmente si trovano a svolgere le così dette pulizie domestiche. 


  • LA POLVERE
La polvere è una dei tipi di sporco domestico più conosciuta e fastidiosa, ma da che cosa è composta?
Essa consiste in un insieme di particelle della dimensione di qualche micron in sospensione nell'aria, che la trasporta con grande facilità da un luogo all'altro e, ahimè, anche nelle nostre case.Essa è composta da polveri atmosferiche insieme a polvere generalmente provocata dagli abitanti a causa di frammenti di capelli, pelle, unghie ecc... Pericola è la presenza al suo interno degli acari della polvere, i cui escrementi possono provocare reazioni allergiche.
La soluzione più efficace per la sua rimozione è l'uso di aspirapolveri o della scopa.


Essi includono zuccheri e amidi e sono tra i tipi di sporco maggiormente agevoli da rimuovere. Molto efficace è l'utilizzo di soluzioni detergenti alcaline, mentre è sconsigliato ricorrere a trattamenti termici, in quanto ne alterano la struttura facilitando la loro dispersione.

Lo sporco caratterizzato dalla presenza di proteine è tra i più difficili da rimuovere, soprattutto se combinati con sali minerali che tendono ad aumentarne l'adesione, o se a contatto con superfici calde come,tra le più comuni, i fornelli. Rientrano in questa categoria le uova o il latte ad esempio.Per la loro rimozione è consigliato l'uso, anche in questo caso, di detergenti alcalini, ancora meglio se cloroattivi.

I grassi sono molto fastidiosi in quanto capaci di intrappolare a se anche altri tipi di sostanze, come sali minerali e proteine. Contro questa categoria di sporcizia è consigliato l'uso di detergenti tensioattivi, in grado tramite un processo di saponificazione di trasformarli in saponi solubili maggiormente facili da rimuovere.

I sali minerali, caratteristici di acqua e prodotti alimentari, possono precipitare sulle superfici della nostra casa, generando incrostazioni. Essi costituiscono la frazione inorganica dei residui di sporcizia.
Di dominio popolare, ad esempio, sono le incrostazioni di sali di calcio tipiche delle lavastoviglie o dei lavandini di casa dovuti all'utilizzo di acqua ad elevata durezza.Consigliati per la loro rimozione sono detergenti acidi o detergenti alcalini addizionati di sequestranti, come E.D.T.A. ( acido etilendiamminotetraacetico ).



Azione dei detergenti sullo sporco
Immagine presa dal sito 



Riferimenti bibliografici:

mercoledì 27 maggio 2020

Ciprinidi, i pesciolini che fanno la pedicure!

Lo sapevate che...
Esiste una specie di pesciolini privi di denti originari dell'Asia, i Ciprinidi, che liberano i nostri piedi dalle pelli morti. Lo effettuano applicando le loro boccucce ai nostri piedi come piccole ventose, e «succhiando», letteralmente, le pellicine.
Essi si trovano nei fiumi e nei laghi della Turchia e di località asiatiche, di cui ripuliscono le rive dalle alghe nere e di detriti di origine animale. Fin dall’antichità sono stati impiegati in Asia per liberare dalle pelli morte i malati di psoriasi.



Immagine dei ciprinidi in azione

Riferimenti bibliografici:

giovedì 16 aprile 2020

Step #06: la magia della pulizia

Viaggiando tra i ricordi più vivi delle mie letture passate e guardando curioso ai titoli presenti nelle librerie sparse per casa, il primo riferimento all'azione pratica del pulire mi è venuto in mente, presentandosi a me tramite un vero e proprio flashback, incrociando lo sguardo del libro "Harry Potter e i doni della morte". Mi riferisco in particolare a un incantesimo rimastomi impresso, probabilmente a causa della sua diversità dalla maggior parte degli incantesimi più famosi, lanciato da Ron,un amico del protagonista, che si evoca pronunciando la parola "tergeo".Esso infatti è un incantesimo in grado di pulire e lucidare qualsiasi materiale ,di pulire abiti,stanze e qualsiasi cosa venga sporcata. 
In particolare il mio flashback si riferiva a questo paragrafo del libro: 

"Ma in un gran cigolio di molle rugginose Ron balzò su dal proprio letto e arrivò per primo. Con un braccio attorno alle spalle di Hermione, frugò nella tasca dei jeans e ne trasse un disgustoso fazzoletto che aveva usato poco prima per ripulire il forno. Sfoderò la bacchetta, la puntò sullo straccio e mormorò: «Tergeo»."
Paragrafo ripreso interamente dal libro "Harry Potter e i doni della morte, cap 6"

Aiutandomi con google sono andato a cercare se vi fossero anche altri riferimenti a questo incantesimo all'interno dello stesso o degli altri libri della saga,trovandone altri due:

"L'ultima candela che Harry individuò stava in mezzo a molte fotografie, sopra un cassettone panciuto. Quando la fiamma prese vita, il suo riflesso danzò sui vetri polverosi e sulle cornici d'argento. Harry scorse piccoli movimenti nelle foto. Mentre Bathilda armeggiava con la legna davanti al camino, lui borbottò: «Tergeo». La polvere svanì e Harry si accorse subito che alcune delle comici più grandi e decorate erano vuote. Si chiese se era stata Bathilda o qualcun altro a togliere le immagini. Poi una foto sul fondo attirò la sua attenzione e lui la afferrò."
Paragrafo ripreso interamente dal libro "Harry Potter e i doni della morte, cap 17"

"Levò la bacchetta, disse: «Tergeo!»e aspirò il sangue secco."
Paragrafo ripreso interamente dal libro "Harry Potter e il principe mezzosangue, cap 8"

copertina del libro "Harry Potter e i doni della morte"

Riferimenti bibliografici:

giovedì 2 aprile 2020

Step #02:storia del make up e della pulizia del corpo nell'antica Roma

Nei post precedenti abbiamo constatato come il verbo "pulire" derivi dalla lingua latina e come in origine il suo significato fosse maggiormente vicino al concetto di levigare,lisciare,rendere luminoso.
In particolare nell'antica Roma, dove la lingua madre era proprio il latino, questo verbo era associato principalmente a due contesti tra loro differenti: alla cura del corpo e della pelle in primis e alla metallurgia, ed è proprio sul primo dei due che verterà la nostra storia.
infatti i servizi igienici dell'antica Roma sono sempre stati considerati un esempio di pulizia e simboli di una civiltà moderna, avente particolarmente a cuore le esigenze dei cittadini.Non si parla solo di bisogni pratici, ma anche di piaceri: i vespasiani, i bagni pubblici, gli acquedotti e le terme su tutti. Portatore di questa cultura della cura del corpo in epoca romana è sempre stato soprattutto il sesso femminile, la storia è ricca di testimonianze di donne bellissime e seducenti capaci di attirare uomini di potere grazie ai loro segreti di bellezza; Cleopatra, Messalina, Poppea sono solo alcune di queste donne famose. Scopriamo allora anche noi qualche segreto di bellezza che le fonti ci hanno tramandato!
Quali erano i trucchi per un aspetto fresco e solare sin dalle prime ore del mattino? Facendo viaggiare un po' la fantasia e riferendoci alle fonti a nostra disposizione possiamo immaginare come nell’antica Roma le donne aristocratiche avessero un vero e proprio team di truccatrici e parrucchiere a loro disposizione con l'obiettivo di prepararle ad affrontare la giornata: dall’abbigliamento, alla pulizia del viso, al trucco  fino all’acconciatura, il tutto seguendo, perché no, la moda del momento, proprio come le moderne madame.Caratteristiche dell'epoca erano infatti creme, maschere di bellezza,pratiche depilatorie, cura dell'acconciatura e make-up.Come potete intuire però al tempo non vi erano le conoscenze e le tecnologie attuali,ed è curioso come talvolta ricorressero ad espedienti che non sempre il mondo maschile apprezzava,come testimoniano ad esempio queste righe estratte dall'Ars Amatoria di Ovidio:“Ma che l’amante non vi colga mai con i vasetti delle vostre creme. L’arte che vi fa belle sia segreta. Chi non vi schiferebbe nel vedervi la faccia cosparsa per tutto il viso, quando vi scorre e sgocciola pesante tra i due tiepidi seni? E che fetore l’esipo emana, rozza spremitura del vello immondo di un caprone, fetido anche se viene da Atene! E non vi approvo quando v’applicate in pubblico misture di midollo di cerva o vi fregate davanti a tutti i denti. Queste cure fanno belle, ma son brutte a vedersi. Spesso ciò che ci piace, piace quando è fatto, mentre si fa dispiace.” (Ovidio, Ars amatoria, 209-218).
Andiamo quindi a scoprire quali erano questi curiosi espedienti, immaginando anche qualche ipotetico dialogo tra partner.

LA CURA DELLA PELLE
Secondo quanto riportato in alcuni testi di Plinio il Vecchio giunti fino ai giorni nostri Poppea, la moglie di Nerone, era solita ammorbidire e levigare la pelle concedendosi quotidianamente un particolare e dispendioso bagno immersa nel latte di cinquecento asine che faceva portare ovunque lei andasse, una sorta di moderna crema idratante. Terminato il bagno, in aggiunta, per rendere ancora più elastica la pelle, le donne ricorrevano a pregiati unguenti orientali per rendere il corpo luminoso e soprattutto profumato,cercando di coprire l'odore di capra.“Che d’olezzo acre di capro non putisca mai la vostra ascella” ammonisce Ovidio nella sua Ars Amatoria.Non tutte potevano però permettersi un bagno privato in casa, ma la società dell'antica Roma rispondeva anche alle esigenze delle donne meno abbienti mettendo a disposizione bagni pubblici e terme dotate di ogni comfort.
Ma non finisce qui! Possiamo immaginare come espressioni quali “Che d’ispidi peli pungenti non sia mai la vostra gamba”! fossero all'ordine del giorno da parte degli esigenti mariti dell'epoca.Ebbene si, parliamo di ceretta e i gusti dei Romani,anche qui, sembrano sorprendentemente moderni. Alcune fonti ci suggeriscono come ascelle e gambe venissero depilate tramite della cera d’api riscaldata oppure con una crema depilatoria a base di pece greca disciolta in olio con resine e sostanze caustiche; per le più coraggiose invece c’erano le pinzette, ma non c'è sicuramente bisogno di spiegare quanto dovesse essere doloroso...

IL MAKE-UP!
Leggendo quanta attenzione le signore romane impiegassero nella cura della propria pelle non ci sorprenderà scoprire come anche il make-up avesse la sua importanza.Sempre Ovidio infatti raccomandava di preparare la pelle con delle maschere di bellezza: diverse erano le ricette consigliate per ottenere intrugli, paragonabili agli odierni scrub, che schiarissero la pelle liberandola dalle imperfezioni e dalle rughe.In particolare di fondamentale importanza era proprio l'azione schiarente ottenuta applicando al viso una lozione di miele e biacca in quanto l'abbronzatura,soprattutto per le donne aristocratiche, non era ben vista perché caratteristica della classe operaia contadina che passava le giornate a lavorare sotto il sole per guadagnarsi da vivere.Ma il make up non finiva qui,sovente infatti si ricorreva anche a un po' di "blush",simile ai moderni fard,sugli zigomi con un tocco di ematite per far risultare il viso più vivo poiché il troppo pallore era antiestetico.

Come conclusione del mio racconto ho pensato di proporvi come testimonianza l'immagine di un quadro molto esplicativo rappresentante proprio una toeletta mattutina di una nobile signore dell'antica Roma: